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Le tecniche de tatuaggio

LE TECNICHE DEL TATUAGGIO

Esistono principalmente quattro tecniche per eseguire il tatuaggio di cui tre sono ancora in uso oggi:

Tattoo-samoanaLA TECNICA SAMOANA, molto dolorosa, qui in Italia non è praticata. Il tatuatore utilizza due attrezzi di cui uno è simile ad un pettine e l’altro è un bastone, usato come un martelletto per battere sul primo, da qui battere il tatuaggio. “Il pettine”è composto di ossa o conchiglie con una particolare impugnatura di legno decorata. Per tatuare il pettine, viene immerso nel pigmento e poi battuto con il bastone per far penetrare il colore sotto pelle. Il pigmento,. diverso dal nostro, è ottenuto da una miscela di cenere e piante amalgamate con acqua o olio. In questa pratica solitamente il tatuatore lavora con almeno due assistenti di cui uno tende la pelle e l’altro pulisce il colore in eccesso. Essendo un tatuaggio strettamente rituale, l’esecuzione viene accompagnata da canti e suono di tamburo.

makkinettaLA TECNICA GIAPPONESE o detta anche, come gia sapete, IREZUMI è meno violenta ma provoca comunque un discreto dolore perché gli aghi penetrano nella pelle obliquamente. Gli strumenti sono molto particolari composti da impugnature di bambù, decorate come solo i giapponesi sanno fare, alle quali sono applicati diversi aghi. In questa pratica il tatuatore con una mano mantiene tesa la pelle e tiene un pennello intriso di colore tra le dita, con l’altra mano fa passare gli aghi attraverso il pennello e puntella la pelle. Oggi in Giappone si utilizzano in molti studi le macchinette elettriche ma è anche utilizzata la tecnica manuale soprattutto per il sumi (pigmento) nero. Resta il fatto che i tatuaggi realizzati con la tecnica antica o tradizionale sono unici e non possono essere riprodotti con alcuna tecnica odierna.

metodo americanoLA TECNICA AMERICANA non è dolorosa ma provoca più una sensazione di fastidio, viene praticata con l’utilizzo di una macchinetta elettrica a bobine elettromagnetiche o mono bobina rotativa. È la tecnica che in occidente va per la maggiore proprio perché esente da dolore, mentre in molti luoghi del mondo il tatuaggio é legato strettamente all’esperienza del dolore, per mettere alla prova la propria forza interiore e fisica. La macchinetta da tatuaggio somiglia ad una pistola, con l’aiuto delle bobine l’ago viene messo in movimento. Il principio di funzionamento è stato inventato da Thomas Edison nel 1876 ma solo nel 1891 Samuel O’Reilly pensò di utilizzare questa scoperta per inserire il pigmento sottopelle. Oltre a queste tecniche ne esiste una quarta utilizzata solo dai monaci buddisti e strettamente legata al tema religioso ed è

tecn thail’ANTICA TECNICA THAILANDESE, viene praticata con uno strumento tradizionale composto da un lungo tubo di ottone con all’interno un’asta appuntita che scorre per inserire il pigmento. Tecnica particolarissima in cui il tatuatore, dopo aver immerso la punta dell’asta nel colore, lo inserisce nella pelle con movimenti molto lenti simili a quelli di una macchina da cucito infatti le linee che si ottengono sono formate da punti in sequenza e non da un segno continuo. Questa tecnica originariamente era pratica e indossata dai monaci stessi.

 Elisa Gangi